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Da dove si parte

Non hai ancora niente in mano. Stai valutando e non sai da che parte cominciare, oppure ci avete già provato e non è andata come speravate.

Bene: sei nel punto migliore per non buttare via dei soldi.


Le quattro domande

Sono le domande che faccio io prima di scrivere una riga di codice, e valgono identiche per qualsiasi cosa tu stia valutando di comprare. Non servono strumenti, non serve budget, e non serve capire come funziona la tecnologia.

1. Quale problema stai risolvendo?

Non "vogliamo usare l'intelligenza artificiale". Quello è un obiettivo tecnologico, non un problema aziendale.

Un problema suona così: "ogni preventivo ci porta via mezza giornata", "i ragazzi in amministrazione ricopiano a mano i dati da un gestionale all'altro", "rispondiamo alle stesse quindici domande dei clienti da anni".

Se non riesci a dirlo in una frase che nomina persone e ore, non hai ancora un problema: hai una curiosità. Le curiosità sono legittime, ma non si finanziano con un progetto.

2. Quanto ti costa oggi?

Prendi il problema del punto 1 e misuralo, per una settimana. Quante ore, quante persone, quante volte.

È noioso e nessuno lo fa, ed è esattamente per questo che funziona: alla fine della settimana hai un numero, e quel numero decide tutto. Se il problema ti costa 2 ore alla settimana, non c'è progetto che si ripaghi. Se te ne costa 30, hai appena trovato dove guardare.

Questo passaggio costa zero euro e non richiede di installare niente.

3. Chi lo userà tutti i giorni, ed è d'accordo?

La tecnologia si installa in un pomeriggio. L'abitudine di una persona no.

Dai un nome e un cognome a chi dovrà usare la cosa ogni giorno, poi vai a parlarci prima di comprare. Se quella persona non è convinta, o non è stata coinvolta, il progetto è già in salita — per quanto la tecnologia sia buona.

È il motivo per cui muoiono più progetti di qualsiasi limite tecnico.

4. Come farai a dire che ha funzionato?

Mettilo per iscritto prima di firmare: quale numero deve cambiare, di quanto, ed entro quando.

È la domanda che mette più in difficoltà i fornitori, ed è precisamente per questo che va fatta. Un fornitore serio ti aiuta a scriverla. Uno che gira intorno alla risposta ti sta dicendo qualcosa di importante.

Se non sai come dichiarare fallito un progetto, non sai cosa stai comprando.


Se ci avete già provato e non ha funzionato

Capita spesso, e quasi mai per il motivo che sembra.

Nella mia esperienza le cause vere sono quattro, in quest'ordine: nessuno lo usava perché non era stato coinvolto chi doveva usarlo; il problema era un altro e lo strumento risolveva qualcosa che nessuno sentiva; il processo a monte era rotto e l'automazione ha solo reso più veloci gli errori; non era mai stato definito cosa significasse riuscire, e quindi non si è mai potuto dire se avesse funzionato.

Notare cosa non c'è in quell'elenco: quasi mai il problema è che la tecnologia non fosse all'altezza.

Se ti riconosci in una di queste, non serve buttare via quello che avete fatto. Di solito serve tornare indietro di un passo e rifare le quattro domande qui sopra sul problema vero.


Se vuoi una mano a farle

Le quattro domande sono fatte per essere usate da soli, e se te le fai per conto tuo hai già fatto la parte più importante del lavoro.

Se preferisci farle insieme a qualcuno che ne ha viste parecchie, scrivimi: ne parliamo mezz'ora e capiamo se c'è qualcosa da fare. Se la conclusione è che non ti serve niente, te lo dico e finisce lì.

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Se invece una proposta ce l'hai già

Se un fornitore ti ha già mandato un preventivo, il punto di partenza è diverso: si parte da quello.

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